FAQ

Qual'è la durata di un corso MUSILIEU?

Ogni percorso dura da ottobre a fine maggio/primi di giugno, seguendo le festività del calendario scolastico. Generalmente è possibile scegliere tra un'iscrizione annuale o quadrimestrale: il I° quadrimestre va da ottobre a febbraio; il II° quadrimestre va da febbraio a maggio. Una formula di iscrizione diversa da quella annuale o quadrimestrale è possibile solo se lo prevede il corso e/o accordata dall'insegnante per casi specifici.

Quanto dura ciascun incontro? Con che frequenza settimanale si svolge?

Un incontro per bambini da 0 a 6 anni dura mediamente tra i trentacinque e i quarantacinque minuti; una lezione di CoroTondo dura un'ora. La frequenza è mono-settimanale.

Quanti bambini partecipano a ciascun corso?

Mediamente circa sei o sette bambini: si va da un minimo di quattro a un massimo di dieci bambini. Una lezione di CoroTondo prevede una partecipazione più numerosa (mediamente 25 bambini).

È possibile iscriversi a percorso già iniziato?

Sì, a meno che non manchi troppo poco tempo alla fine dell'anno scolastico o il percorso non risulti al completo

È prevista una lezione prova?

Sì, a patto che sia stata preventivamente concordata con l'insegnante.

Cos'è il Metodo Gordon?

Ciò che è conosciuto come metodo Gordon è in realtà una teoria scientifica, la Music Learning Theory (MLT), attraverso la quale il Prof Edwin Gordon spiega come avviene l'apprendimento musicale nell'essere umano. I corsi che si basano sulla MLT di Gordon (e non semplicemente si ispirano ad essa) traducono in prassi i suoi principi teorici di base.

Cosa succede in una lezione MUSILIEU?

In tutti i gruppi di età prescolare usiamo solo la voce e il corpo in movimento, guidando bambini e adulti di riferimento all'assimilazione della sintassi musicale. Lavoriamo con la musica come se fosse la lingua materna: una mamma "non insegna" l'italiano al suo bambino bensì "parla in italiano con lui", con tutto ciò che questo comporta (emozione, sorriso, sguardo, tatto, silenzio, gioco). Allo stesso modo, noi "parliamo" musica con i bambini: cantiamo brani senza parole (45 minuti di musica pura, quindi) che il bambino inizialmente assorbe in modo naturale, senza pressioni, specializzando in seguito le sue risposte: come avviene con la ripetizione delle prime parole, anche durante i nostri incontri i bambini arrivano a imitare i primi elementi musicali ascoltati in classe. Successivamente, così come in italiano mette insieme le parole per formare piccole frasi e infine veri e propri discorsi, anche in musica i bambini imparano a improvvisare, a essere intonati e ritmici. In conclusione, più musicali.

C'è differenza tra una lezione rivolta a bambini sotto i dodici mesi, a bambini di due anni o a bambini di cinque anni?

Nei nostri incontri consideriamo non tanto e solo l'età anagrafica dei bambini quanto quella musicale. Un bambino di un anno e uno di cinque, musicalmente parlando, potrebbero avere la stessa età: il bambino di cinque anni potrebbe infatti aver iniziato il suo approccio alla musica da poco, mentre quello di un anno potrebbe aver conosciuto il linguaggio musicale fin dalla nascita. La più grande differenza tra i corsi 0-36 mesi e quelli 3-5 anni è che fino ai tre anni i bambini sono accompagnati in classe da un adulto di riferimento, mentre dai tre anni in avanti svolgono l'attività in autonomia.

Quando inizia il vero insegnamento musicale con lo strumento? Nella fascia sopra i 6 anni?

Siamo davvero sicuri che, in un percorso di crescita musicale, la scelta di suonare uno strumento sia obbligata? Purtroppo è diffusa l'idea che laddove non ci sia uno strumento non ci sia musica. Eppure la lingua materna non ha sempre bisogno della penna, dello strumento, per essere espressa; inoltre, prima di imparare a scrivere è necessario saper parlare e pensare molto bene una lingua. Per la musica dovrebbe valere lo stesso: per essere musicali non è né necessario né obbligatorio suonare uno strumento. E, in ogni caso, noi tutti siamo forniti, spesso senza saperlo, dello strumento più bello che la natura potesse inventare: la voce. Prima di avvicinarsi a un oboe o a un'arpa è necessario saper "parlare e pensare" la musica, essere intonati, ritmici e questo non avviene quasi certamente prima dei 6 anni (sempre musicali) del bambino. Ovviamente ci sono eccezioni ma l'esperienza che abbiamo maturato come insegnanti di musica ci permette di sostenere che avvicinare troppo presto un bambino allo strumento senza un'educazione musicale precedente rischia prima o poi di allontanarlo dalla musica; al contrario, un percorso più lento e rispettoso dei tempi di apprendimento può portarlo a un risultato più appagante, anche se a lungo termine.

Quali sono i benefici di un corso come MUSILIEU per un bambino? I bambini di oggi non sono gia' troppo stimolati fin da molto piccoli?

Spesso i bambini sono troppo stimolati, è vero: hanno una vita "da manager" già a due anni, non sanno cosa sia il tempo libero, il silenzio, la concentrazione, la capacità di giocare da soli senza essere continuamente intrattenuti. Quello che dovrebbe preoccupare, a nostro avviso, non è tanto la quantità ma piuttosto la qualità di stimoli a cui un bambino è sottoposto. Tornando a ciò che ci riguarda: i bambini piccoli ascoltano tantissima musica ma siamo sicuri che si tratti di buona musica? Nei tanti "giochi musicali", per esempio, la qualità di ciò che i bambini ascoltano è spesso davvero scadente: brutti suoni elettronici per riprodurre magari un brano di Mozart o Brahms che, se ascoltato nella sua versione originale, sarebbe certamente più gradito a tutti, bambini e adulti. I bambini adorano la complessità, anche quella musicale: possono ascoltare tanta buona musica se si ha cura di proporre loro una buona modalità di ascolto, adatta alla loro età (per esempio brani brevi e non un'intera sinfonia).

Si può riconoscere il "talento" musicale in un bambino e stimolarlo senza fargli troppe pressioni (errore così comune da parte di noi genitori)?

In generale per conoscere l'attitudine musicale di una persona occorrerebbe fare un test oggettivo e questo non è possibile prima dei 3 anni. In ogni caso l'attitudine musicale oscilla fino ai 9 anni, momento in cui invece si stabilizza e dopo cui quasi certamente non è possibile fare niente per recuperare (ma la ricerca sta approfondendo questi aspetti). L'attitudine musicale di una persona, che ha il suo picco massimo alla nascita, incontra poi l'ambiente: se l'ambiente è molto musicale e una persona ha un'alta attitudine musicale, se le sue caratteristiche psicologiche sono adeguate, se gli incontri che farà sono fortunati, ecc.. ecc.. probabilmente avremo a che fare con un talento. Gordon con i suoi studi ci dice che l'1% della popolazione ha una attitudine musicale altissima, è il Mozart della situazione. Questa percentuale è altissima! Dove sono tutti questi Mozart? Noi crediamo che più che cercare i talenti sia necessario lavorare sull'ambiente affinché sia un ambiente migliore, anche per quanto riguarda la proposta musicale da proporre ai bambini. Facciamo un esempio: la prima cosa che la maggior parte delle mamme che vengono ai nostri corsi ci dicono è che porteranno il loro bambino ai nostri corsi con entusiasmo ma che non se la sentono di cantare perché si reputano stonate. Ora, come si spiega che poi queste mamme quando vengono agli incontri cantino spesso molto meglio di quello che si aspettavano di poter fare? Il loro senso di inadeguatezza prende vita in un ambiente, per l'appunto, sfavorevole all'apprendimento musicale. Gli afroamericani non hanno la musica nel sangue! Semplicemente l'ambiente in cui vivono è più musicale del nostro.

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